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modulo proroga sfratti

Posted by dilorenzodanilo at 06:23 AM on July 10, 2009 Comments comments (0)

 

C/A Ufficiale Giudiziario

Il sottoscritto ______________________, nato a __________________ prov. ____,

il __/__/____, residente in Roma, Via ________________________n. ____, int.

_______, sc. _______ intende con la presente intende usufruire della proroga dei

termini, in materia di sospensioni di procedure esecutive per particolari categorie di

conduttori, ai sensi dell’art. 23, del D.L. 1 luglio 2009 n. 78, pubblicato in

Gazzetta Ufficiale n. 150 del 1 Luglio 2009.

A tal fine allega:

1) Fotocopia documento d’identità;

2) C.U.D. 2009 redditi 2008;

3) Stato di Famiglia;

4) Certificato invalidità;

____________, lì ______________

IN FEDE

……………………………………………….

A cura di: FEDER.CASA

Sindacato Nazionale Inquilini

Via Niso n. 21

00181 Roma

tel. 06 78851344

tel. 06 78349908

fax 06 78851389

SPORTELLI CAF CONFSAL

Posted by dilorenzodanilo at 10:16 AM on July 09, 2009 Comments comments (0)

TUTTI GLI SPORTELLI CAF CONFSAL

 

Comunicato Definitivo

 

La Segreteria Nazionale della FEDER.CASA ha definitvamente chiarito, con il CAF CONFSAL, le procedure per la sottoscrizione delle convenzioni degli sportelli.

Le stesse saranno inviate alla Segreteria Nazionale che provvederà alla sottoscrizione, in quanto il responsabile è il Segretario Nazionale.

Pertanto, i solleciti inviati dal CAF CONFSAL non sono da considersi.

Si può tranquillamente definire chiusa la vicenda.

Cordiali saluti

FEDER.CASA CONFSAL

LA SEGRETERIA NAZIONALE

 

N.B.) Le sedi che non svolgono attività di CAF CONFSAL, non tengano conto della presente.

Grazie

BUONO CASA ALLEGATO B

Posted by dilorenzodanilo at 10:13 AM on July 09, 2009 Comments comments (0)

ALLEGATO "B"

Al COMUNE DI ROMA

Ufficio Politiche Abitative

Quadrato della Concordia 4, 00144 Roma

OGGETTO: Richesta concessione del contributo integrativo di cui all'art.11 della Legge n.431/98.

Periodo 1/01/2008– 31/12/2008

Il/la Dichiarante

QUADRO (A)

Cognome 

Nome 

Nato a  Prov.

Nazione  Cittadinanza 

il // Stato Civile Celibe/Nubile Coniugato/a Separato/a Divorziato/a Vedovo/a Sesso M F Codice fiscale 

Residente In  Provincia 

Via/Piazza 

Civico  Fabbric.  Scala  Int.  Municipio  CAP 

Telefono  - 

Email 

C H I E D E

La concessione del contributo economico, di cui all'art. 11 della Legge n. 431/98.

A tal fine - consapevole delle sanzioni penali, nel caso di dichiarazioni non veritiere, di formazione od uso di atti falsi, richiamate dall'art.76 del D.P.R. n. 445/2000, che sui dati dichiarati potranno essere eseguiti controlli ai sensi dell’art.71 del medesimo D.P.R. n 445/2000 e informato del fatto che l'erogazione del contributo suddetto sarà garantita subordinatamente al trasferimento al Comune di Roma dei fondi di cui alla L. n.431/98

D I C H I A R A

• di aver preso visione dell’Avviso Pubblico e delle istruzioni relative alla compilazione del presente modulo di domanda;

• di essere stato residente, nell’anno 2008, nel Comune di Roma, unitamente a tutti i componenti del nucleo utilizzatore dell' alloggio in funzione del quale il contributo viene richiesto e di essere, inoltre, anagraficamente domiciliato nel predetto alloggio, relativamente al periodo per il quale il contributo viene concesso (annualità 2008);

• di non essere assegnatario di immobile di Edilizia Residenziale Pubblica o conduttore – unitamente a tutti i componenti del nucleo utilizzatore del medesimo alloggio - di immobili ad uso abitativo di proprietà dell'Amministrazione Comunale, nonché conduttore di alloggi appartenenti alle categorie catastali Al A7 – A8 e A9;

• di non possedere, unitamente a tutti i componenti del nucleo utilizzatore del medesimo alloggio, beni patrimoniali in proprietà e/o in usufrutto di valore complessivo superiore al limite, definito dalla vigente normativa regionale per l’accesso all’E.R.P, pari ad Euro 100.000,00;

• di non beneficiare, unitamente a tutti i componenti del nucleo utilizzatore del medesimo alloggio, di altri contributi e/o provvidenze comunque finalizzate al pagamento del canone di locazione (Delibera Consiglio Comunale n. 163/98 o altro).

 

Codice fiscale titolare domanda 

QUADRO (B)

SI di esser stato oggetto di un provvedimento di rilascio immobile, nei tre anni antecedenti la pubblicazione del Bando e di aver stipulato - con le modalità previste dalla Legge 431/98 - il contratto di locazione ad uso abitativo di cui ai successivi quadri C e D, entro un anno dalla data di esecuzione indicata nel predetto provvedimento.

Indicare la data di avvenuto rilascio dell'immobile (V.I.P.) .//

QUADRO (C)

di aver stipulato con decorrenza // un contratto di locazione ad uso abitativo – che si allega in copia alla presente, rappresentando ai sensi dell'art. 19 del D.P.R. n.445/2000, che tale copia è conforme all'originale - per l’alloggio sito in Roma:

Via/Piazza 

Civico  Fabbric.  Scala  Int.  Municipio  CAP 

QUADRO (D)

Che il contratto è stato registrato in data // presso l'agenzia delle entrate (Ufficio del registro) di 

con numero 

 

QUADRO (E)

che il suddetto contratto di locazione ad uso abitativo è stato stipulato con le modalità di cui:

alla legge n.431/98 SI Altro

 

QUADRO (F)

che l'importo annuo del canone di locazione, al netto degli oneri accessori, è di € /

 

QUADRO(G)

SI che il nucleo monoparentale dell'alloggio - come risulta dalla certificazione allegata – è stato oggetto d’intervento presso un centro antiviolenza (riferito al periodo oggetto del presente Bando – annualità 2008)

QUADRO (G bis)

SI che il nucleo residente utilizzatore dell'alloggio – come risulta dalla certificazione allegata – si trova in una situazione di particolare debolezza sociale (riferito al periodo oggetto del presente Bando – annualità 2008)

 

 

Codice fiscale titolare domanda 

QUADRO (H)

che il reddito ISEE complessivo del nucleo utilizzatore dell'alloggio - relativo all'anno 2008 - è pari ad

€ ••.•••/••

QUADRO (I)

che il nucleo utilizzatore dell'alloggio è composto dai seguenti soggetti

Dichiarante •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

C F A •••••••••••••••• • • •

 

Codice fiscale titolare domanda 

Al presente modulo sono allegati, pena la inammissibilità insanabile della domanda:

1. copia di un documento di riconoscimento del dichiarante in corso di validità ( i cittadini extracomunitari dovranno allegare altresì permesso di soggiorno o carta di soggiorno idonei);

2. copia del contratto di locazione regolarmente registrato; qualora nel corso dell’anno 2008 - per il medesimo appartamento - sia stato rinnovato il contratto di locazione scaduto, al fine di ottenere il pagamento del contributo anche per il periodo antecedente alla decorrenza del nuovo contratto, è necessario allegare alla domanda anche copia del precedente contratto regolarmente registrato;

3. copia di tre ricevute di pagamento del canone di locazione, relative all’anno 2008. Le ricevute devono necessariamente contenere l’indicazione del periodo a cui il pagamento si riferisce, dell’importo pagato (al netto degli oneri accessori), degli elementi necessari all’individuazione dell’alloggio a cui si riferiscono, dei nominativi del locatore e del conduttore; le stesse ricevute, inoltre, devono essere sottoscritte dal locatore (solo nel caso in cui i pagamenti non siano stati effettuati tramite c/c postale, fattura, bonifico bancario o vaglia postale);

4. originale della dichiarazione ISEE completa di ogni sua parte Dichiarazione e Attestazione relativa all’anno 2008, riferita all’intero nucleo residente utilizzatore dell’alloggio; nel caso in cui nell’ambito dello stesso alloggio convivano più nuclei familiari, dovranno essere presentate più dichiarazioni ISEE (una per ogni nucleo familiare).

Si allegano, altresì, al fine dell’attribuzione dei punteggi aggiuntivi (fare una X all’interno della/e casella/e relativa/e alla/e voce/i interessata/e):

5.  copia del provvedimento di avvenuto rilascio dell’immobile, V.I.P. (nel caso di compilazione del "quadro B");

6. copia del certificato di invalidità non inferiore a due terzi (nel caso di compilazione della colonna 5 del "quadro I");

7.  relazione attestante che il nucleo monoparentale dell'alloggio è stato oggetto d’intervento presso un centro antiviolenza (riferito al periodo oggetto del presente Bando – annualità 2008) nel 2008 (nel caso di compilazione del “quadro G");

8. relazione rilasciata dai Servizi Sociali, attestante la situazione di “particolare debolezza sociale” nel 2008 (nel caso di compilazione del “quadro G bis").

N.B. La mancata consegna della documentazione relativa ai punti 5), 6), 7) e 8) non consentirà al dichiarante di godere dei benefici (in termini di punti assegnati e/o calcolo del contributo) derivanti dalla compilazione dei “QUADRI” cui detta documentazione si riferisce.

Il sottoscritto si impegna a comunicare tempestivamente qualsiasi variazione concernente la presente dichiarazione; la mancata comunicazione, laddove gli accertamenti d’ufficio dimostrino una situazione modificata, comporterà la decadenza dal contributo ed ogni altra eventuale azione o sanzione conseguenti alla natura dell’omissione stessa.

Ai sensi e per gli effetti di quanto disposto dall’art.23 del D.Lgs. 196/03 e successive integrazioni o modificazioni, i dati personali raccolti saranno trattati, anche con l’utilizzo di strumenti informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.

Roma, ……………………

Estremi del documento ………………………….

FIRMA DEL DICHIARANTE

(Pena la inammissibilità insanabile della domanda)

…………………………………………………………

La presente domanda deve essere presentata, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o tramite le organizzazioni sindacali degli inquilini,, all'Ufficio Politiche Abitative – SERVIZIO CONTRIBUTI – Quadrato della Concordia, 4 - 00144 Roma, entro e non oltre il 30 settembre 2009.

Al fine della determinazione della data d’inoltro, in caso di spedizione a mezzo raccomandata A.R., farà fede il timbro postale. Il termine di presentazione delle domande è perentorio, per cui le domande spedite o consegnate dopo la scadenza del termine non saranno prese in considerazione (inammissibilità insanabile).

BUONO CASA ALLEGATO A

Posted by dilorenzodanilo at 10:08 AM on July 09, 2009 Comments comments (0)

 

ALLEGAT O "A"

COMUNE DI ROMA

Ufficio Politiche Abitative

AVVISO PUBBLICO

Concessione del contributo integrativo di cui all?art. 11 della legge 9 dicembre 1998, n. 431 e successive modifiche e integrazioni.

BANDO 2008

Art. 1 - Soggetti beneficiari dei contributi

1. L?accoglimento delle domande per ottenere la concessione del contributo in oggetto, relativo all?anno 2008, è subordinato all?accertamento della ricorrenza, per lo stesso anno, in favore del richiedente e di tutti gli altri componenti del nucleo residente e utilizzatore dei requisiti essenziali di seguito indicati:

a) cittadinanza italiana, oppure di uno Stato aderente all?Unione Europea, oppure cittadinanza di uno stato non aderente all?Unione Europea se munito di permesso di soggiorno o carta di soggiorno ai sensi della legge n. 40/1998 e del Decreto Legislativo n. 286/1998 e successive modifiche ed integrazioni;

b) residenza anagrafica nel Comune di Roma e nell?alloggio oggetto del contratto di locazione in ragione del quale il contributo è richiesto. Il contributo sarà erogato in proporzione al periodo di residenza; qualora quest?ultima sia stata trasferita nell?alloggio entro 60 giorni dalla data di decorrenza del contratto di locazione, il contributo sarà riconosciuto da quest?ultima data e non da quella di effettiva residenza;

c) titolarità, da parte del richiedente, del contratto di locazione ad uso abitativo, debitamente registrato; sono esclusi i conduttori di alloggi appartenenti alle categorie catastali A/1, A/7, A/8 e A/9;

d) non beneficiare di altre provvidenze comunque finalizzate al pagamento del canone di locazione (Deliberazione Consiglio Comunale n. 163/1998 o altro);

e) non essere assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all?assistenza abitativa (ivi compresi gli immobili ad uso abitativo di proprietà del Comune di Roma);

f) titolarità, da parte del nucleo familiare utilizzatore del medesimo alloggio in ragione del quale il contributo è richiesto, di un reddito, calcolato con il metodo ISEEfsa (indicatore della situazione economica equivalente per il fondo sociale affitti):

f.1) non superiore alla somma di due pensioni minime annue INPS, aggiornate all?anno 2008 (? 11.521,12), rispetto al quale il canone di locazione deve avere un?incidenza superiore al 14%, così come previsto dall?art. 1 del decreto ministeriale 7 giugno 1999 (in questo caso il concorrente sarà inserito nella FASCIA A);

f.2) oppure, superiore a quello di cui al precedente punto, ma inferiore a quello stabilito dalla Regione Lazio per l?assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, pari ad ? 18.000,00, rispetto al quale il canone di locazione deve avere un?incidenza superiore al 24%, così come previsto dall?art. 1 del decreto ministeriale 7 giugno 1999 (in questo caso il concorrente sarà inserito nella FASCIA B);

g) non possedere beni immobiliari in proprietà e/o in usufrutto di valore complessivo superiore, per l?intero nucleo, al limite, definito dalla vigente normativa regionale per l?accesso all?Edilizia Residenziale Pubblica, di ? 100.000,00;

2. Ai fini del calcolo di cui alla lettera f), la percentuale di incidenza del canone annuo di locazione rispetto al reddito è pari a: (canone/ISEEfsa) x 100.

3. Per i nuclei familiari che includono ultrasessantacinquenni, disabili o che versino in situazioni di debolezza sociale, o nel caso di un nucleo utilizzatore monoparentale che sia stato oggetto di assistenza presso Centri Antiviolenza, i limiti di reddito fissati per l?accesso al contributo ? di cui ai precedenti punti f1 e f2 - sono innalzati del 25%; in tal caso, ai fini dell?attribuzione del punteggio relativo al reddito, questo sarà considerato pari a quello limite stabilito per l?accesso al contributo.

4. Nel caso in cui il soggetto richiedente abbia trasferito la propria residenza anagrafica in un altro alloggio nello stesso Comune di Roma, il contributo è erogabile tenendo conto di entrambi i contratti di locazione regolarmente registrati, dei canoni riferiti ai diversi alloggi, previa verifica circa il mantenimento dei requisiti.

Art. 2 ? Termini e modalità di presentazione della domanda

1. Le domande finalizzate ad ottenere il contributo, dovranno essere presentate, unicamente attraverso la modulistica appositamente predisposta e relativa all?anno 2008, disponibile presso gli Uffici Relazione con il Pubblico di tutti i Municipi e sul sito Internet del Comune di Roma www.comune.roma.it oppure www.romaincasa.net, a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento o tramite le organizzazioni sindacali degli inquilini,, all'Ufficio Politiche Abitative ? SERVIZIO CONTRIBUTI ? Quadrato della Concordia, 4 - 00144 Roma, entro e non oltre il 30 settembre 2009.

2. Al fine della determinazione della data d?inoltro, in caso di spedizione a mezzo raccomandata A.R., farà fede il timbro postale. Il termine di presentazione delle domande è perentorio, per cui le domande spedite o consegnate dopo la scadenza del termine non saranno prese in considerazione (inammissibilità insanabile).

3. Alla domanda di contributo, sottoscritta obbligatoriamente dal dichiarante, dovrà essere allegata la seguente documentazione, pena l?inammissibilità insanabile della domanda:

a. copia di un documento di riconoscimento del dichiarante in corso di validità; i cittadini extracomunitari dovranno allegare altresì permesso di soggiorno o carta di soggiorno idonei;

b. copia del contratto di locazione regolarmente registrato e di tutte le sue eventuali successive modificazioni;

c. copia di tre ricevute di pagamento del canone di locazione, relative all?anno 2008. Le ricevute devono necessariamente contenere l?indicazione del periodo a cui il pagamento si riferisce, dell?importo pagato (al netto degli oneri accessori), degli elementi necessari all?individuazione dell?alloggio a cui si riferiscono, dei nominativi del locatore e del conduttore; le stesse ricevute, inoltre, devono essere sottoscritte dal locatore (solo nel caso in cui i pagamenti non siano stati effettuati tramite c/c postale, fattura, bonifico bancario o vaglia postale);

d. nell?eventualità in cui, nel corso dell?anno 2008 - per il medesimo appartamento - sia stato rinnovato il contratto di locazione scaduto, al fine di ottenere il pagamento del contributo anche per il periodo antecedente alla decorrenza del nuovo contratto, è necessario allegare alla domanda anche copia del precedente contratto regolarmente registrato e delle ricevute di pagamento dei canoni riferiti ad entrambi i contratti di locazione.

e. originale della dichiarazione ISEE relativa all?anno 2008, riferita all?intero nucleo utilizzatore dell?alloggio e completa in tutte le sue parti, dichiarazione ed attestazione (obbligatorio ? pena l?inammissibilità della domanda); nel caso in cui nell?ambito dello stesso alloggio convivano più nuclei familiari, dovranno essere presentate più dichiarazioni ISEE, una per ogni nucleo familiare; a tale riguardo i redditi dichiarati pari a zero saranno soggetti a verifiche fiscali a norma di legge.

4 Potranno, altresì, essere allegati alla domanda, al fine dell?attribuzione dei punteggi aggiuntivi:

a) copia del provvedimento di rilascio dell?immobile, ossia verbale di immissione in possesso o certificazione equipollente nel caso in cui venga compilato il "quadro B" dell?apposito modulo di domanda;

b) copia della certificazione, rilasciata dalla ASL competente, attestante l?invalidità non inferiore a due terzi, nel caso in cui venga compilata la colonna 5 del "quadro I" dell?apposito modulo di domanda;

c) relazione attestante che il nucleo monoparentale dell?alloggio è stato oggetto d?intervento nell?annualità 2008 presso un centro antiviolenza nel caso di compilazione del "quadro G" dell'apposito modulo di domanda;

c) relazione, rilasciata dai Servizi Sociali, attestante le condizioni di ?particolare debolezza sociale? del nucleo utilizzatore dell?alloggio riferita all'annualità 2008, nel caso di compilazione del "quadro G bis" dell?apposito modulo di domanda.

Art. 3 ? Determinazione del canone di locazione

L?importo annuo del canone di locazione (comprensivo degli adeguamenti ISTAT e delle altre maggiorazioni eventualmente previste nel contratto) sarà quello effettivamente pagato nel corso dell?anno 2008, al netto degli oneri accessori, in base al relativo contratto registrato e alle sue eventuali successive modificazioni.

Art. 4 ? Determinazione del reddito

1. Per l?accertamento della situazione reddituale e patrimoniale, l?ammontare dei redditi da assumere a riferimento dovrà essere quello relativo all?anno 2008.

2. I redditi dichiarati devono risultare dalla dichiarazione ISEE che - ai sensi del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 109 - dovrà essere resa ai fini della verifica della situazione economica e patrimoniale del richiedente; tale dichiarazione, riferita all?intero nucleo utilizzatore dell?alloggio e completa in tutte le sue parti, dovrà essere allegata al modulo di domanda, a pena di esclusione. Nel caso in cui nell?ambito dello stesso alloggio convivano più nuclei familiari, il reddito ISEE sarà determinato dalla sommatoria dei redditi risultanti dalle dichiarazioni ISEE presentate, una per ogni nucleo familiare.

3. Il coniuge non residente può non essere considerato parte del nucleo utilizzatore dell?alloggio ed i suoi redditi non concorrono alla determinazione del reddito complessivo del nucleo familiare solo nei seguenti casi obbligatoriamente documentati:

3.1 separazione giudiziale, sentenza di omologazione della separazione consensuale da parte del giudice (art. 711 del c. p. c.), quando è stata ordinata la separazione in pendenza di domanda di nullità del matrimonio (art. 126 del codice civile) oppure con ordinanza del Presidente del Tribunale che autorizza la diversa residenza dei coniugi (art. 708 del c. p. c.);

3.2 esclusione di uno dei coniugi dalla potestà sui figli o adozione nei confronti dello stesso dei provvedimenti di cui all?art. 333 del c. c. per condotta pregiudizievole ai figli;

3.3 domanda di scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio) a seguito del verificarsi delle ipotesi previste all?articolo 3 della legge n. 898/70 e successive modificazioni;

3.4 abbandono del coniuge, accertato in sede giurisdizionale o dalla pubblica autorità competente in materia di servizi sociali; occorre, cioè, che sia già in corso un procedimento giurisdizionale o amministrativo dal quale risulti lo stato di abbandono.

4 Il valore del reddito è calcolato dall?Ufficio con il metodo ISEEfsa (Indicatore Situazione Economica Equivalente per il fondo sociale affitti), in base alla procedura generale fissata dalle disposizioni statali (D.lgs. 130/2000 e D.P.C.M. 242/2001 e s.m.e i.) per la richiesta di prestazioni assistenziali o servizi di pubblica utilità non destinati a tutti i cittadini o comunque collegati alla situazione economica del richiedente e del suo nucleo familiare (D.lgs. 31 marzo 1998,n. 109 e s.m.e i.), secondo la seguente formula:

ISEEfsa = (ISEE x coeff. Nucleo + canone) / coeff. Nucleo.

5 Ai fini della predetta determinazione, non si applica la detrazione per l?abitazione in locazione di cui all?art. 3, comma 4, del D.P.C.M. n. 242/2001.

6 Nel caso in cui il richiedente dichiari il reddito imponibile del proprio nucleo familiare pari a ?zero?, l?erogazione del contributo è possibile soltanto se alla domanda di contributo è allegata la certificazione dei servizi sociali attestante l?assistenza economica al soggetto richiedente da parte delle medesime strutture del Comune, oppure in presenza di autocertificazione prodotta dal richiedente circa la fonte di sostentamento.

7 Nella fascia di ?reddito zero? di cui al comma precedente sono compresi tutti i soggetti che dichiarino un reddito imponibile pari a zero, oppure che dichiarino un reddito imponibile inferiore o comunque incongruo rispetto al canone di locazione per il quale si richiede il contributo.

Art. 5 ? Criteri di Valutazione

1. Le domande pervenute verranno valutate sulla base della documentazione prodotta, attribuendo i punteggi di cui appresso:

TAB. 1 - Incidenza del canone di locazione sul reddito ISEEfsa

INCIDENZA CANONE / REDDITO PUNTI

dal 14% al 19% 5

dal 19,01% al 24% 7

dal 24,01% al 29% 9

dal 29,01% al 34% 11

dal 34,01 % al 39% 14

dal 39,01% al 44% 17

dal 44,01% al 49% 20

Oltre il 49% 23

TAB. 2 - Reddito annuo ISEEfsa

REDDITO PUNTI

Fino a (Euro 5.558,54) 33

da (Euro 5.558,55) a (Euro 7.500,00) 29

da (Euro 7.500,01) a ( Euro 9.500,00) 25

da ( Euro 9.500,01) a ( Euro 11.200,00) 20

da ( Euro 11.200,01) a ( Euro 13.000,00) 15

da ( Euro 13.000,01) a ( Euro 15.000,00) 10

da ( Euro 15.000,01) a ( Euro 18.000,00) 5

 

TAB . 3 - Componenti nucleo familiare: Anzianità ed invalidità

COMPONENTI NUCLEO FAMILIARE PUNTI

Invalido non inferiore ai 2/3 3

Ultrasessantacinquenne 3

TAB . 4 - Nucleo Familiare: Debolezza sociale ed assistenza presso centri antiviolenza

NUCLEO FAMILIARE PUNTI

Nucleo monoparentale già assistito presso Centri Antiviolenza 3

Accertata situazione di particolare debolezza sociale 3

2. Qualora nell?ambito dello stesso nucleo utilizzatore dell?alloggio siano presenti più soggetti in possesso dei requisiti elencati nella precedente TAB. 3, i relativi punteggi sono cumulati, mentre i punteggi relativi alla TAB. 4 sono riferiti al nucleo utilizzatore dell?alloggio nel suo complesso.

3. Per ogni componente del nucleo utilizzatore dell?alloggio che risulti a carico di uno o più soggetti che compongono detto nucleo, verranno attribuiti ulteriori 2 punti.

4. Ai nuclei familiari che sono stati oggetto di un provvedimento esecutivo di rilascio dell?immobile nei tre anni antecedenti la pubblicazione del presente Bando, saranno attribuiti ulteriori 30 punti purché questi, entro un anno dalla data di effettivo rilascio dell?immobile (in caso di rinvio della data di esecuzione fissata nel provvedimento di sfratto, dovrà essere indicata quella del V.I.P.), abbiano provveduto a stipulare un contratto di locazione ad uso abitativo con le modalità previste dalla Legge n. 431/98.

Art. 6? Calcolo del contributo da assegnare

1. Il contributo (relativo al periodo 1/01/2008 ? 31/12/2008) da assegnare è determinato come segue:

a) per i nuclei utilizzatori in possesso dei requisiti di cui alla lettera f1) dell?art. 1, canone annuo meno il 14 % del reddito ISEEfsa; il contributo da assegnare non potrà, comunque, essere superiore a ? 3.098,74 (fascia A);

b) per i nuclei utilizzatori in possesso dei requisiti di cui alla lettera f2) dell?art. 1, canone annuo meno il 24 % del reddito ISEEfsa; il contributo da assegnare non potrà comunque essere superiore a ? 2.324,00 (fascia B).

Art. 7 - Criteri per la formazione della graduatoria

1. Sulla base delle domande pervenute e ritenute ammissibili, verrà stilata ed approvata, con apposito provvedimento, una graduatoria provvisoria.

2. Nella formazione della graduatoria di cui al precedente punto 1, a parità di punteggio, avranno priorità le domande con un?incidenza più alta del canone annuo di locazione sul reddito ISEEfsa; in caso di ulteriore parità, prevarrà il nucleo utilizzatore con il maggior numero di componenti.

3. Delle domande non ammesse verrà redatto un elenco ove, accanto a ciascun nominativo, sarà indicato il motivo dell'esclusione.

4. La graduatoria provvisoria sarà pubblicata ed affissa all'albo pretorio per un periodo di 30 giorni, entro il quale gli interessati potranno presentare opposizione, salvo i casi di inammissibilità insanabile meglio specificati all?art. 2, comma 3; in sede di opposizione, la documentazione inizialmente presentata potrà essere integrata.

5. Una volta esaminate le opposizioni pervenute, sarà pubblicata la graduatoria definitiva che verrà trasmessa alla Regione Lazio, Direzione Regionale Piani e Programmi di Edilizia Residenziale, con l?indicazione del fabbisogno complessivo riferito alle domande ammesse in graduatoria.

Art. 8 ? Erogazione del contributo

1. Il Comune eroga il contributo ai soggetti beneficiari presenti nella graduatoria definitiva a seguito della ripartizione, da parte della Regione Lazio, dell?apposito Fondo regionale.

2. Nell?eventualità che lo stanziamento regionale non sia sufficiente a soddisfare tutti i soggetti collocati in graduatoria, il Comune si riserva di erogare percentuali inferiori del 100% del contributo spettante.

3. Il contributo non sarà comunque erogato ai beneficiari quando il suo ammontare abbia un importo inferiore ad ? 100,00.

4. L?erogazione del contributo è strettamente vincolata a favore del richiedente; in caso di decesso prima della riscossione del beneficio economico spettante, lo stesso verrà corrisposto agli eredi o aventi causa che ne facciano domanda, previa esibizione della necessaria documentazione che ne attesti il titolo.

Il Direttore dell'Ufficio per le Politiche Abitative

Dott. Raffaele Marra

PROROGA BLOCCO SFRATTI

Posted by dilorenzodanilo at 10:04 AM on July 09, 2009 Comments comments (0)

PROROGA PER BLOCCO SFRATTI. Slitta di sei mesi, al primo gennaio 2010. La misura riguarda gli inquilini "residenti in comuni ad alta tensione abitativa ed in comuni con più di 10.000 abitanti".

Non appena sarà pubblicato il decreto vi invieremo il modello da consegnare agli inquilini interessati, per ottenere la proroga.

Cordiali saluti

FEDER.CASA CONFSAL

LA SEGRETERIA NAZIONALE

 

 

 

 

 

 

RIUNIONE ORGANIZZATIVA

Posted by dilorenzodanilo at 10:01 AM on July 09, 2009 Comments comments (0)

IMPORTANTE !!!!!!!!!!!!!!

A tutti i responsabili delle sedi della FEDER.CASA e degli soprtelli del CAF CONFSAL.

 

RIUNIONE ORGANIZZATIVA

 

Si comunica che, sabato 11 luglio, alle ore 11.00 si terrà la riunione organizzativa di tutti i responsabili delle sedi FEDER.CASA e dei responsabili degli

sportelli CAF CONFSAL.

La sede della riunione verrà comunicata successivamente.

E' importante comunicare, urgentemente, la presenza al fine di sapere il numero dei partecipanti, per la dovuta prenotazione.

La riunione ha il seguente Ordine del Giorno:

1) Politica della casa di Roma e della Regione Lazio;

2) Politica della casa nazionale; riscontri sulla nostra città;

3) Attività degli sportelli CAF; prossimi pagamenti;

4) Patronato;

5) varie ed eventuali;

La riunione inizierà alle ore 11.00, si prega la massima puntualità in quanto vi sono delle novità della massima importanza.

Seguirà un pranzo conviviale.

In attesa di urgente riscontro, s'inviano cordiali saluti

FEDER.CASA CONFSAL

IL SEGRETARIO GENERALE di ROMA e LAZIO

articolo LIBERO-PASCOLETTI

Posted by dilorenzodanilo at 03:58 AM on May 30, 2009 Comments comments (0)

29 MAGGIO 2009

 

ARTICOLO SU LIBERO DEL SEGRETARIO NAZIONALE G.PASCOLETTI PROBLEMA ENSARCO  SCARICA -----> http://www.hotshare.net/file/145433-893752163e.html

relazione segr.confsal

Posted by dilorenzodanilo at 11:46 PM on April 06, 2009 Comments comments (0)

CONSIGLIO GENERALE CONFSAL

 

 

 

Hammamet (Tunisia)   1 – 2 – 3  aprile  2009

 

 

 

 

 

DALLA CRISI ALLO SVILUPPO:

 

UN IMPEGNO      UN’OPPORTUNITA’

 

 

 

 

 

RELAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE

 

MARCO PAOLO NIGI

 

 

 

 

 

 

 

Colleghi Consiglieri, Amici,

 

si apre, oggi, un Consiglio Generale che dovrà misurarsi sulle grandi questioni sociali ed economiche della più diffusa, profonda e prevedibilmente duratura crisi economica, finanziaria ed occupazionale della moderna epoca della globalizzazione.

 

Il Consiglio Generale di Acireale di novembre 2008, sulla base degli studi attendibili di autorevoli agenzie specializzate internazionali, aveva già classificato la crisi “strutturale e di periodo medio-breve” e conseguentemente aveva chiesto seri, coerenti e coordinati interventi nazionali e sovranazionali a sostegno dell’economia reale.

 

In piena autonomia e con senso di realismo e responsabilità avevamo riconosciuto la vastità e la gravità della crisi come avevamo individuato nelle discutibili regole e prassi della finanza e del capitalismo globale la causa prima della crisi finanziaria ed economica.

 

Analizzando la situazione dell’economia e della finanza del nostro Paese, anche in comparazione con gli altri maggiori Paesi in Europa e nel Mondo, avevamo identificato seri svantaggi nella pesante massa del debito pubblico, nella estesa economia irregolare, nella grande evasione fiscale e negli sprechi della spesa pubblica e qualche vantaggio nel relativo equilibrio del sistema bancario e della situazione debitoria privata.

 

Pertanto, avevamo indicato al Governo due ordini di intervento pubblico: uno di carattere strutturale prioritario di breve-medio periodo e uno di carattere emergenziale. Il primo orientato a “governare” il livello del debito pubblico, a legalizzare l’economia con una seria e rinnovata lotta all’evasione fiscale e al lavoro sommerso e a razionalizzare la spesa pubblica. Il secondo orientato ad estendere gli ammortizzatori sociali e a rendere meno difficoltoso l’accesso al credito bancario da parte delle piccole e medie imprese.

 

Sulla prima più importante operazione di finanza pubblica, il Governo negli ultimi mesi di recessione ha confermato e tenuto la linea rigorosa sul debito pubblico affermata ed avviata con la manovra triennale dell’estate 2008 in una situazione di relativa stagnazione dell’economia italiana in un contesto di lieve crescita in Eurozona. La Confsal ha proposto una politica di finanza contingente compatibile con la flessibilità consentita dall’Unione Europea nell’ambito del Patto di stabilità. Il Governo, invece, ha fatto prevalere le ragioni della sicura collocazione prospettica dei titoli pubblici e del contenimento del relativo onere per gli interessi.

 

 

 

Oggi, risulta difficile sostenere con certezza in una situazione alquanto imprevedibile dell’andamento della recessione globale, quale delle due politiche – quella della rigidezza e quella della elasticità compatibile per il contenimento del debito pubblico – era ed è da preferire.

 

Noi rimaniamo convinti che l’attuale recessione richieda una finanza più elastica seppure a tempo definito.

 

Ma la vera questione che la Confsal solleva con forza è costituita dall’economia illegale e dal lavoro sommerso.

 

L’anomala situazione italiana, unica in Eurozona, se è vero che ha penalizzato pesantemente l’entrata pubblica in una situazione di crescita e/o di stagnazione è naturalmente prevedibile che la penalizzi ulteriormente in situazione di recessione.

 

L’attuale andamento dell’entrata fiscale non può sostenere un adeguato intervento finanziario pubblico funzionale alla ripresa della crescita e questo costituisce il vero limite del “governo pubblico” della crisi.

 

Pertanto, nella prospettiva di un mirato e solidale federalismo fiscale, l’evasione di massa deve essere obbligatoriamente superata, non solo per non scaricare iniquamente sui contribuenti tassati alla fonte gran parte dell’onere fiscale, ma anche per alimentare con la necessaria continuità gli investimenti per il completamento e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture, per l’avvio di nuove opere  pubbliche, grandi e piccole, e per il miglioramento della qualità dei servizi pubblici primari, quali scuola, sanità e sicurezza.

 

 

 

 

 

 

 

Sulle politiche della finanza pubblica  il Governo nei dieci mesi di legislatura ha rivelato una sensibilità politica debole e non può certamente vantare interventi positivi significativi ed efficaci. Neanche sul fronte dei provvedimenti mirati all’emersione del lavoro sommerso non si sono registrati apprezzabili passi avanti, sia nei primi mesi di legislatura in situazione di stagnazione economica e sia in quest’ultimo periodo di recessione.

 

L’emersione del lavoro sommerso costituisce per la Confsal la priorità assoluta nelle politiche del lavoro in una società civile e democratica.

 

Le nostre forti ragioni in termini retributivi, contributivi e di igiene e sicurezza, non ci consentono di fare sconti a nessun Governo della Repubblica, indipendentemente dall’andamento favorevole o meno dell’economia.

 

Pertanto, in merito ribadiamo il nostro dissenso sulla debolezza dell’azione governativa che potrebbe causare, in costanza di recessione dell’economia regolare, il rifugio dei lavoratori licenziati, anche con sostegno al reddito, nell’inqualificabile “sistema” del lavoro sommerso che, pertanto, potrebbe dilatarsi oltre l’attuale, già preoccupante, dimensione.

 

In sintesi, se in merito alle politiche rigorose sul contenimento del debito pubblico possiamo prendere atto con riserva dell’operato del Governo, esprimiamo tutta la nostra contrarietà su quanto non si è fatto sul fronte dei rimedi all’evasione fiscale e al lavoro sommerso.

 

 

 

 

 

 

 

C’è anche da tenere alta la vigilanza sulla questione della possibile revisione della tassazione del lavoro autonomo, con particolare riferimento alla rivisitazione degli studi di settore, non raccordata ad un’organica lotta all’evasione fiscale.

 

Allorquando la Confsal, all’inizio di legislatura, propose al Governo un Patto Sociale complessivo sulle politiche dei redditi e fiscali, riferendosi soprattutto alla tassazione del lavoro dipendente ed autonomo, tracciava l’unica via possibile, quella dell’equità da perseguire sia in situazione di lieve crescita economica e sia in stato di recessione.

 

La Confsal, oggi, si dichiara disponibile per una corretta ed equa revisione degli studi di settore, soltanto nell’ambito di una nuova politica fiscale che obbligatoriamente deve riguardare un consistente e significativo recupero di risorse per effetto di una seria, condivisa ed efficace lotta all’evasione e all’elusione fiscale, ed una improcrastinabile riduzione dell’imposizione fiscale sui redditi da lavoro dipendente.

 

La vigente normativa fiscale, già palesemente iniqua in una fase di crescita economica, risulta insostenibile con l’attuale recessione e, pertanto, un isolato intervento di rivisitazione della tassazione del lavoro autonomo tendente a sollevare fiscalmente i lavoratori autonomi, aggraverebbe inevitabilmente la deficitaria situazione della finanza pubblica e soprattutto contrasterebbe con l’affermazione del principio costituzionale dell’equità fiscale.

 

 

 

 

 

Per altro verso, la spesa pubblica è stata oggetto di tagli consistenti, a volte  irrazionali e insostenibili, soprattutto per effetto dell’applicazione della Legge 133/2008, ovvero della Manovra Finanziaria estiva.

 

La Confsal ha sempre sostenuto con responsabilità e chiarezza che la finanza pubblica italiana, oltre al problema dell’entrata ridotta e penalizzata dall’evasione, subisce da anni “la pratica diffusa degli sprechi” nella spesa pubblica, quali quelli della politica e di alcune gestioni delle pubbliche amministrazioni.

 

Ha indicato, conseguentemente, quali possibili fonti di consistenti economie di bilancio alcune riforme istituzionali e strutturali, come l’abolizione di enti territoriali e di enti inutili,  la cancellazione delle esternalizzazioni immotivate ed oltremodo costose come alcune collaborazioni e consulenze, la rigorosa legalizzazione della gestione di gare e appalti pubblici, ma non aveva mai pensato di poter ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni attraverso l’introduzione della “tassa per malattia” per i lavoratori dipendenti pubblici,  la riduzione delle prerogative sindacali e i tagli a risorse salariali accessorie consolidate e già negoziate e impegnate.

 

In merito a questi ultimi campi di possibile intervento legislativo, la Confsal aveva proposto, e propone ancora, la revisione di norme sulla certificazione della malattia per tutti i cittadini e quindi per tutti i lavoratori pubblici e privati, sulla razionalizzazione – il contrario della irrazionale riduzione - dei contingenti dei distacchi e permessi sindacali e sulla loro corretta utilizzazione,

 

nonché una mirata rinegoziazione delle risorse salariali destinate alle retribuzioni accessorie con l’obiettivo dell’effettiva premialità.

 

Ma, alla Confsal, come alle altre Organizzazioni Sindacali rappresentative, è stata negata l’opportunità concertativa su importanti materie specifiche, nonostante avesse avanzato in maniera trasparente, concrete ed apprezzabili proposte.

 

Ed è così che un’Organizzazione Sindacale rappresentativa e responsabile capace di convenire con il Governo sui grandi principi dell’affermazione del merito individuale e collettivo nel lavoro pubblico, sugli strumenti di premialità ed incentivazione del pubblico dipendente,  sull’autorevolezza del dirigente pubblico, sulla professionalità dei funzionari pubblici e sulla trasparenza amministrativa, si è vista precludere l’opportunità di fornire un apporto critico sulle specifiche questioni da normare, con il risultato che sono andate in vigore norme che, a giudizio di molti, sono da rivisitare con una certa urgenza.

 

Eppure, nella medesima stagione politica la Confsal, insieme alle altre Organizzazioni Sindacali rappresentative, con l’eccezione della Cgil, si rendeva responsabile protagonista del Patto di Palazzo Chigi del 30 ottobre 2008, che ha consentito l’apertura delle trattative per il rinnovo dei contratti pubblici di 3,5 milioni di lavoratori, e del Patto, sempre di Palazzo Chigi, del 22 gennaio 2009, che ha dato vita al nuovo modello contrattuale ed all’impegno di normare, soprattutto per il settore privato, la rappresentatività e la rappresentanza sindacale.

 

E’ evidente che la concertazione possibile sulle questioni importanti ed impegnative di Palazzo Chigi, non ha trovato riscontro nella preclusione alle Organizzazioni Sindacali della concertazione su “fattispecie concrete” che, tra l’altro, costituivano “materia disponibile” per la concertazione e la negoziazione in un sistema privatistico compiuto.

 

La Confsal riconosce da sempre la forza di legge e soprattutto della condivisione della norma privatistica e, pertanto, la privilegia per la normativa in materia di rapporto di lavoro. Ma il Governo, ed in particolare il Ministro della Pubblica Amministrazione e per l’Innovazione, si muove in un’altra direzione che è quella di “ripubblicizzare” buona parte della materia privatizzata nell’esperienza normativa maturata in quindici anni, dal 1993 al 2008.

 

Altra importante questione nell’ambito del contemperamento dell’esercizio dei diritti costituzionalmente garantiti come quello dello sciopero nel settore dei trasporti e della libera circolazione delle persone è stata aperta dal Governo con il Disegno di Legge-delega Sacconi. Si tratta di materia delicata e “sensibile” che meriterebbe, a nostro parere, una normativa ordinaria organica e coordinata in applicazione degli articoli 39, sulla rappresentanza sindacale, e 40, sul diritto di sciopero, della Costituzione.

 

I tempi distesi dell’iter parlamentare del Disegno di Legge consentiranno alla Confsal di esprimere la sua posizione in merito ai contenuti della proposta governativa, anche se fin d’ora possiamo individuare almeno cinque criticità:

 

 

 

Ø la mancata prioritaria definizione di norme certe di rappresentatività, in particolare nel settore privato che, di fatto, ne è privo;

 

 

 

Ø la compatibilità o meno dell’esercizio di un diritto individuale, qual’è quello dello sciopero, con la fissazione di una soglia minima di rappresentatività;

 

 

 

Ø il referendum consultivo, preventivo e obbligatorio;

 

 

 

Ø la dichiarazione preventiva di adesione allo sciopero da parte del singolo lavoratore;

 

 

 

Ø lo sciopero “virtuale”.

 

 

 

 

 

Queste ed altre questioni dovranno essere oggetto di un democratico e serrato confronto in Parlamento auspicabilmente funzionale al raggiungimento di una soluzione equilibrata per il pieno esercizio dei due diritti costituzionali.

 

Sugli interventi anti-crisi emergenziali messi in atto dal Governo in materia di ammortizzatori sociali e di accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, possiamo riconoscere che il Governo ha garantito un significativo impegno finanziario.

 

Sulla questione dell’accesso al credito bancario da parte delle piccole e medie imprese, nonché sulla velocizzazione dei processi di pagamento dei debiti alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni, la Confindustria si è spesa giustamente con tutta la sua forza politica. Ora, la Confindustria faccia altrettanto per una seria e reale lotta all’evasione e all’elusione fiscale funzionale all’affermazione di una corretta concorrenza fra imprese in

 

un’economia legale e spinga le imprese a destinare adeguate risorse alla ricerca applicata e all’innovazione tecnologica e organizzativa, affinché il sistema produttivo italiano possa recuperare competitività in Europa e nel Mondo nella prospettiva della ripresa della crescita economica.

 

La Confindustria ha dimostrato di saper chiedere al Governo e al Paese il giusto sostegno, certamente nell’interesse proprio e dei lavoratori, adesso assuma un ruolo forte a favore di eque politiche fiscali, anche in funzione della tenuta e del  possibile allargamento della domanda interna, e di politiche di impresa orientate all’innovazione funzionale alla crescita.

 

Se è vero che è importante la produttività del lavoro, risulta altrettanto vero che la stessa si realizza nell’ambiente produttivo aziendale in cui operano altri fattori della produzione, quali la qualità dell’organizzazione, della tecnologia, della sicurezza e del management.

 

In merito alla flessibilità dell’organizzazione di impresa e del rapporto di lavoro nel settore privato, la Confsal ha privilegiato sempre l’obiettivo del maggiore tasso di occupazione per effetto di una sana flessibilità da raccordare con eque e diffuse garanzie assicurative per i lavoratori interessati. E, nel contempo, ha denunciato immotivate situazioni di precariato derivanti da una “degenerazione” della flessibilità e ha rivendicato un sistema di flexicurity di livello europeo.

 

La Confsal ha, infine, individuato nella stabilizzazione dei lavoratori con esperienza temporanea di lavoro flessibile e nella fidelizzazione fattori di maggiore produttività e di sicurezza e coesione sociale.

 

Ma, in Italia, si è privilegiata una sterile disputa politico-ideologica sulla flessibilità, come se la stessa non risultasse funzionale al superamento di insostenibili situazioni consolidate di disoccupazione, soprattutto nelle aree deboli del Paese. Si è trascurata, così, la vera questione italiana che è costituita dalla mancanza di un organico sistema universale di ammortizzatori sociali di livello europeo, la cosiddetta flexicurity compiuta.

 

Ora, nell’attuale situazione di recessione con la sua prevedibile evoluzione di breve-medio periodo, il deficit di un sistema organico di flexicurity pesa soprattutto sui lavoratori più deboli, quelli con rapporto di lavoro flessibile a tempo e a progetto, e soprattutto su tutti i lavoratori precari, privati e pubblici. Per questi ultimi, dal settore della Scuola a quello dell’Università e della Ricerca, da quello della Sanità a quelli di tutte le altre Pubbliche Amministrazioni, la forte azione della Confsal si è esplicata nella direzione di ottenere precise garanzie per la stabilizzazione e l’accesso immediato agli ammortizzatori sociali. In merito, i Ministri interessati hanno assunto recentemente impegni politici che valuteremo in relazione ai conseguenti fatti ed atti.

 

Comunque, il provvedimento governativo sull’estensione degli ammortizzatori sociali a molte categorie di lavoratori è da considerare con favore, anche se l’acquisizione di questo obiettivo non ci induce a non rivendicare ancora con più forza un sistema compiuto ed organico di flexicurity.

 

Le risorse occorrenti per completare gli ammortizzatori sociali fino ai livelli dell’Eurozona vanno trovate nella regolarizzazione e legalizzazione del flusso delle entrate fiscali, non certamente attraverso una riforma previdenziale e pensionistica penalizzante per i lavoratori.

 

A parere della Confsal non è tempo per una ulteriore riforma previdenziale e pensionistica. Questa nostra ferma posizione,  oltre a essere condivisa dal competente Ministro Sacconi, è uscita rafforzata dai positivi risultati di gestione dell’Inps, resi pubblici in questi giorni.

 

Comunque, in recessione economica la logica delle più avanzate politiche sociali ed economiche esclude un ulteriore differimento del mantenimento al lavoro evidentemente preclusivo della  naturale opportunità offerta dal turn-over per le nuove assunzioni e per il reimpiego dei lavoratori licenziati.

 

Soltanto con la ripresa della crescita economica si potrebbe aprire un confronto serio sulla previdenza, in comparazione con l’esperienza dei maggiori Paesi dell’Eurozona, ad una sola condizione che le risorse derivanti dalle economie per effetto della riforma siano destinate all’irrinunciabile adeguamento del potere di acquisto delle pensioni.

 

Sulle pensioni future delle giovani generazioni di lavoratori va ripensata la previdenza complementare, sulla base di un serio monitoraggio dell’andamento dei fondi costituiti ed attivati o della loro mancata costituzione.

 

Sull’età di pensionamento per vecchiaia delle donne, a seguito della pronuncia della Corte di Giustizia Europea, la Confsal ha reso nota la sua posizione, con la quale, tra l’altro, ha rilanciato la sua proposta della “Banca del Tempo” ed ha chiesto al Governo un Tavolo ufficiale di confronto “collegiale” e trasparente con tutte le parti sociali rappresentative. Anche su questo punto sarebbe opportuno abbandonare il confronto mediatico tra Ministri e fra forze politiche e sociali, con il risultato di creare ulteriore disorientamento fra le donne dipendenti pubbliche direttamente interessate.

 

Il settore pubblico in questa prima fase della legislatura è stato interessato da una serie di provvedimenti legislativi, dalla legge 133/2008 alla legge-delega 15/2009 “Brunetta” sulla riforma della Pubblica Amministrazione.

 

La Confsal, con le Federazioni aderenti del pubblico impiego, pur condividendo i “dichiarati” principi ispiratori della riforma del lavoro pubblico e delle pubbliche amministrazioni, ha denunciato in tutte le sedi istituzionali, inclusa quella parlamentare, le incoerenze, le illogicità e le criticità di alcuni istituti normativi con esiti non certo soddisfacenti.

 

Subito dopo l’approvazione della legge-delega, a fine febbraio scorso, abbiamo chiesto al Governo occasioni di confronto tematiche in relazione ai contenuti della prevista decretazione. In effetti la Confsal e le sue Federazioni del settore pubblico da tempo sono impegnate nella elaborazione di proposte da presentare al Governo per rendere meno forte e comunque più funzionale l’impatto della nuova normativa sugli attuali assetti delle pubbliche amministrazioni e dell’organizzazione del lavoro pubblico.

 

La Confsal, inoltre, sta seguendo con molta attenzione le “dinamiche” dell’azione governativa riguardo alla decretazione ministeriale sulla “riduzione dei distacchi e dei permessi sindacali” e le possibili soluzioni sull’aggregazione dei comparti e delle aree dirigenziali che, a nostro parere, deve essere realizzata sulla base dei principi della omogeneità e della specificità e tenendo conto della presente situazione della rappresentatività.

 

Anche sull’attuazione dei Patti di Palazzo Chigi, con particolare riferimento al nuovo modello contrattuale e alle regole sulla rappresentatività e rappresentanza, la Confsal ha dichiarato la sua disponibilità al confronto con il Governo e con le altre Parti Sociali firmatarie degli Accordi.

 

Sul rinnovo dei contratti pubblici, da riportare alla scadenza unica del 31 dicembre 2009, la nostra azione rivolta al Governo e all’Aran è orientata a chiudere tutti i contratti ancora non sottoscritti entro il 30 giugno 2009 nell’ambito di una mediazione economica e normativa più alta possibile, anche nella prospettiva della nuova stagione negoziale regolata, a decorrere dal 1° gennaio 2010, dal nuovo modello contrattuale.

 

Risulta evidente il nostro impegno totale sia sulle questioni generali delle riforme strutturali e sia su quelle contingenti.

 

In questo impegnativo periodo di recessione economica la nostra forza è costituita dalla continuità d’azione, dalla

 

correttezza del metodo della proposta responsabile e dal coraggio di operare scelte riconoscendo le emergenze nell’ambito delle priorità. Ma scegliere nella scala delle emergenze non significa affatto abbandonare il perseguimento di obiettivi importanti di medio-breve periodo presenti nella nostra piattaforma rivendicativa.

 

La Confsal è perfettamente consapevole che la questione universalmente riconosciuta della perdita del potere di acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, nonostante l’attuale, e prevedibilmente soltanto temporaneo, andamento moderato dell’inflazione, rimane aperta e va risolta.

 

La limitatezza delle risorse finanziarie pubbliche, unita ai significativi impegni del Governo per affrontare le emergenze legate alla recessione, non ha consentito l’auspicata defiscalizzazione di “componenti” del reddito da lavoro. Ma la questione non può non tornare sul tavolo del confronto politico-sindacale allorquando si avrà precisa contezza delle risorse effettivamente impegnate con i provvedimenti anti-crisi e quindi di quelle eventualmente disponibili.

 

La Confsal certamente saprà cogliere il giusto momento politico per rilanciare con tutta la sua forza politico-sindacale la grave questione irrisolta.

 

Il Governo, che sta seguendo il metodo della gradualità negli interventi pubblici anti-crisi, dovrà farsi carico come del resto stanno già facendo altri Stati in Europa, di attuare eque politiche di reddito e fiscali, anche a sostegno della domanda interna funzionale alla crescita economica.

 

Ed è proprio sulla qualità delle politiche dei redditi e fiscale come specificatamente sulla lotta all’evasione fiscale e contributiva, nonché al lavoro sommerso che la Confsal valuterà l’equità e l’efficacia dell’azione governativa.

 

La Confsal sta affrontando la recessione con il massimo dell’impegno e con grande responsabilità nella consapevolezza che la crisi economica va superata in tempi medio-brevi e soprattutto può costituire una grande, e forse irripetibile, opportunità di equilibrato sviluppo sociale ed economico.

 

Si tratta di un’opportunità soprattutto per l’Italia che il Governo non può non riconoscere e non cogliere.

 

Per noi della Confsal questo è l’impegno del presente e del prossimo futuro.

 

 

 

Amici Consiglieri,

 

ed è proprio per assolvere al meglio all’impegnativo ruolo politico e sociale che la Confsal si dovrà dotare di maggiori e più efficaci strumenti organizzativi e gestionali.

 

Con le recenti significative adesioni di storiche, autorevoli apprezzate Federazioni del mondo sindacale italiano libero ed autonomo, quali Anpo-Ascoti-Fials-Medici, Cipur, Falcri e Sala, la nostra rappresentatività si rafforza e la Confsal assume sempre più una configurazione confederale completa e descrittiva di tutti i lavoratori italiani liberi ed indipendenti.

 

Con l’attuale situazione di iscritti e di categorie rappresentate, la Confsal ha potenziato e qualificato la posizione di quarta Confederazione sindacale italiana e, largamente, di prima Confederazione nell’universo dei sindacati autonomi.

 

Questo costituisce un nostro indubbio merito storico, ma aumenta notevolmente la nostra responsabilità per il rinnovato ed esteso impegno assunto con tanti lavoratori e pensionati italiani.

 

In relazione all’attuale soddisfacente situazione e alle buone prospettive della nostra rappresentanza, la Confsal è obbligata ad esprimere un’azione incisiva per diffondere al suo interno la cultura della “confederalità” nel rispetto delle specificità e quella dell’efficienza e dello sviluppo dei servizi confederali offerti a tutti gli iscritti e simpatizzanti.

 

La Confederazione e le Federazioni aderenti hanno bisogno sempre più di risorse umane, professionali e finanziarie per sostenere le strutture centrali e soprattutto territoriali e noi dobbiamo cogliere tutte le opportunità offerte dai servizi confederali organizzati, come quelli del Caf, del Patronato, delle Strutture di formazione, del Partenariato e di tutti i servizi tradizionali e innovativi della comunicazione, nonché le opportunità offerte da mirati investimenti immobiliari come la sede allestita in Roma per i servizi confederali.

 

In sintesi, dobbiamo cogliere tutte le possibili opportunità per sviluppare una presenza attiva della Confsal sul Territorio.

 

La nostra piramide organizzativa deve svilupparsi alla base, ovvero sul territorio, e per raggiungere questo irrinunciabile obiettivo sono necessarie adeguate risorse finanziarie, la cui fonte non può essere soltanto costituita per la Confederazione dalle quote annuali di adesione e per le Federazioni dal gettito delle iscrizioni, a maggior ragione nella imminente prospettiva della riduzione irrazionale dei distacchi e dei permessi sindacali nel settore pubblico.

 

Le risorse finanziarie possono essere reperite con la gestione e l’erogazione di servizi confederali, come del resto già avviene in alcune positive esperienze di strutture territoriali.

 

Sulle diverse questioni interne, iscritte all’ordine del giorno, mi riservo, per ragioni di tempo, di assicurare successivamente opportune comunicazioni di analisi e di approfondimento.

 

Il nostro impegno deve essere anche rivolto alla celebrazione del nostro VIII Congresso Nazionale.

 

Dieci mesi ci separano dall’importante Assise, alla quale guarderà con rinnovata attenzione la Politica, le Organizzazioni Sociali, del Lavoro e della Produzione e tutto il Paese.

 

Avremo il tempo per preparare con puntualità tema e tesi congressuali e proposte organizzative e regolamentari in un clima di costruttiva collaborazione e con il reale coinvolgimento degli iscritti.

 

 

 

Chiudo esprimendo sentimenti di fiducia e augurando a tutti noi “buon lavoro”.

 

 

 

lettera on.brunetta confsal

Posted by dilorenzodanilo at 11:44 PM on April 06, 2009 Comments comments (0)

 

 

 

 

 

Roma, 6 aprile 2009

 

Prot.n.  200/MPN/mc/G

 

 

 

 

 

                                                                           Al Signor Ministro per la

 

                                                                           Pubblica Amministrazione e

 

                                                                           l’Innovazione

 

                                                                           On. Renato Brunetta

 

                                                                           Palazzo Vidoni

 

                                                                           Corso Vittorio Emanuele II, 116

 

                                                                           00187 ROMA

 

 

 

 

 

                                                                                              e-mail: r.brunetta @governo.it

 

                                                                                              fax:  06/68997188    

 

 

 

 

 

 

 

OGGETTO: richiesta incontro.

 

 

 

 

 

Signor Ministro,

 

 

 

                    l’approvazione della legge n. 15/2009 ha posto al centro dell’attenzione dei lavoratori del settore pubblico i possibili contenuti dei decreti delegati.

 

                 Gli accordi di Palazzo Chigi del 30 ottobre 2008 e del 22 gennaio 2009 fra Governo e Parti Sociali richiedono una puntuale verifica in merito allo stato d’attuazione nel pubblico impiego.

 

                 Infine, la legge n. 133/2008 merita qualche approfondimento e riflessione per quanto attiene l’applicazione degli istituti normativi riguardanti la Pubblica Amministrazione.

 

                 Pertanto, a nome e per conto della Confsal, Le chiedo un incontro in tempi utili per rappresentarLe alcune problematiche e proporLe possibili soluzioni su:

 

 

 

  1. stato d’attuazione dell’Accordo del 30.10.2008;

     

 

 

  1. stato d’attuazione dell’Accordo del 22.01.2009;

     

 

 

  1. decreti delegati legge n. 15/2009;

     

 

 

  1. applicazione legge n. 133/2008;

     

 

 

  1. altre specifiche importanti questioni (CNIPA, ecc…).

     

 

 

                 In attesa di riscontro, Le porgo distinti ossequi.

 

 

 

 

 

f.to      Marco Paolo Nigi

 

     Segretario Generale Confsal

 

delbera indizione VIII congresso

Posted by dilorenzodanilo at 11:38 PM on April 06, 2009 Comments comments (0)

CONSIGLIO GENERALE CONFSAL

 

 

 

Hammamet (Tunisia)   1 – 2 – 3  aprile  2009

 

 

 

DALLA CRISI ALLO SVILUPPO:

 

UN IMPEGNO      UN’OPPORTUNITA’

 

 

 

DELIBERA

 

di indizione dell’VIII Congresso Nazionale Confsal

 

 

 

 

 

 

 

Il Consiglio Generale Confsal,

 

 

 

VISTO                  lo Statuto approvato dal VII Congresso Nazionale Confsal del 14 – 15 – 16 dicembre 2004;

 

 

 

PRESO ATTO   della durata di quattro anni degli Organi Statutari della Confsal (art. 4 dello Statuto);

 

 

 

CONSIDERATA la ricorrenza del Trentennale di attività della Confsal;

 

 

 

SENTITA la proposta del Segretario generale in merito alla possibile data di celebrazione dell’VIII Congresso Nazionale Confsal;

 

 

 

DELIBERA

 

 

 

all’unanimità dei voti, di:

 

 

 

Ø       indire l’VIII Congresso Nazionale Confsal e di fissare al 27 – 28 – 29 gennaio 2010 la data per la celebrazione dell’Assise;

 

 

 

Ø       dare ampio mandato alla Segreteria Generale in carica per l’individuazione del tema congressuale, per la predisposizione delle tesi congressuali e per l’attivazione delle previste procedure relative ad eventuali modifiche statutarie e regolamentari ed agli adempimenti elettorali.

 

 

 

 

 

Hammamet, 2 aprile 2009

 

 

 

 

 

 

 


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